Dopo i Carabinieri Forestali, anche i Carabinieri Finanzieri? No, grazie!

LA TUTELA DELLO STATO NON SI RAFFORZA ACCENTRANDO TUTTO, MA VALORIZZANDO LE COMPETENZE E LE SPECIALIZZAZIONI.
Le riflessioni di Maurizio Cattoi, alla luce dell'articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano il 29 ottobre 2026, riportano al centro una questione fondamentale: fino a che punto può spingersi l'espansione delle competenze di un'amministrazione senza compromettere l'equilibrio, l'autonomia e la specializzazione degli altri Corpi dello Stato?
La vicenda del protocollo d'intesa tra Arma dei Carabinieri e Agenzia delle Entrate, sottoscritto e poi rescisso in meno di 24 ore dopo le proteste delle rappresentanze sindacali della Guardia di Finanza, merita una riflessione che va ben oltre il singolo episodio.
La Guardia di Finanza ha difeso con determinazione la propria identità e le proprie competenze istituzionali di polizia economico-finanziaria.
Ma viene spontaneo chiedersi: perché nel 2016 non è stata riservata la stessa attenzione al Corpo forestale dello Stato?
La riforma Madia, con il D.Lgs. 177/2016, ha soppresso un Corpo civile di polizia altamente specializzato, disperdendo un patrimonio di professionalità, conoscenze territoriali ed esperienze operative costruito in quasi due secoli di storia.
Una riforma presentata come un intervento di razionalizzazione, efficienza e contenimento della spesa pubblica, ma che, secondo le criticità che noi della FeRFA denunciamo da anni, ha prodotto conseguenze profondamente negative:
Frammentazione delle competenze ambientali e forestali tra diverse amministrazioni.
Indebolimento del presidio capillare nelle aree montane, boschive e rurali.
Perdita di autonomia e specificità professionale del personale forestale.
Criticità nella prevenzione degli incendi boschivi e nella vigilanza del territorio.
Sovrapposizioni organizzative e possibili duplicazioni dei costi, in contrasto con gli obiettivi dichiarati della riforma.
Il punto non è mettere in discussione la professionalità dei Carabinieri, ma il modello organizzativo scelto dallo Stato.
Il Corpo forestale dello Stato non era semplicemente un'altra forza di polizia. Era un presidio ambientale civile, tecnico e investigativo, capace di integrare prevenzione, controllo, conoscenza del territorio e contrasto agli illeciti ambientali.
Quella capacità operativa unitaria non può essere automaticamente ricostruita attraverso un accorpamento amministrativo.
Ed è proprio qui che emerge il paradosso.
Quando si tratta delle competenze economico-finanziarie, si interviene tempestivamente per tutelare la specificità della Guardia di Finanza. Quando invece si è trattato delle competenze ambientali e forestali, si è arrivati alla soppressione dell'intero Corpo che le esercitava.
Due vicende diverse, certamente, ma che pongono una domanda comune: quale modello di Stato vogliamo?
Uno Stato nel quale le competenze specialistiche vengono progressivamente concentrate in grandi apparati, oppure uno Stato nel quale ogni amministrazione conserva una propria identità funzionale, autonomia operativa e responsabilità chiaramente definite?
Noi della FeRFA denunciamo da anni, attraverso memorie, audizioni e una relazione già depositata presso la Corte dei Conti, il fallimento della riforma Madia e le sue conseguenze sulla tutela ambientale e sul controllo del territorio.
A dieci anni dalla soppressione del Corpo forestale dello Stato, riteniamo indispensabile una seria verifica dei risultati ottenuti, dei costi sostenuti e dei vuoti operativi lasciati nella prevenzione degli incendi boschivi e nella vigilanza ambientale.
Se oggi si riconosce l'importanza di difendere la specializzazione della Guardia di Finanza, occorre avere lo stesso coraggio nel riconoscere l'errore commesso con la soppressione del Corpo forestale dello Stato.
NON SERVONO NUOVI ACCENTRAMENTI DI POTERE. SERVE RESTITUIRE ALLO STATO LE COMPETENZE, LA SPECIALIZZAZIONE E LA PRESENZA SUL TERRITORIO CHE HA PERDUTO.
FeRFA – Federazione Rinascita Forestale e Ambientale
Fonte: Il Fatto Quotidiano, 29 ottobre 2026 – «L'accordo tra Carabinieri e Agenzia delle Entrate fa arrabbiare la Finanza. Interviene Giorgetti: rescisso in 24 ore».


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